Cari Amici,
negli ultimi quattro mesi ho scelto, volutamente, di rimanere in silenzio: niente newsletter e rari interventi sui social network. È nata, infatti, in me l’urgenza di muovermi un po’ controcorrente rispetto all’attuale mondo della comunicazione che si basa, principalmente, sulla “performance online”. Il semplice gesto di sparire per un po’ ha, da un lato, contribuito a “disintossicarmi” da quasi tutto ciò che è virtuale – ovviamente per quanto possibile – e dall’altro, mi ha permesso di riservare più spazio a quel genere di relazioni che mi regalano l’occasione di coltivare e arricchire la qualità della mia vita quotidiana.
In alcuni momenti ho persino deciso di cimentarmi in un’impresa reputata ormai obsoleta, ovvero, uscire di casa senza telefono! Sarà perché, in fondo, faccio parte di una generazione di persone che ha trascorso più della metà della propria esistenza senza computer, senza cellulare, senza social, senza email? È plausibile. Questo mi rende “antica” o, semplicemente, mi offre l’opportunità di svincolarmi dalla dipendenza da tali dispositivi? Ho notato che ormai la maggior parte delle persone non può quasi più fare a meno, per esempio, del telefonino … è incredibile come in pochi decenni il mondo sia cambiato a tal punto – e così velocemente! – da arrivare a rendere l’essere umano schiavo della tecnologia. Voi cosa ne pensate? Riuscireste ad andare in giro per un giorno senza cellulare?
L’utilità della tecnologia è innegabile, non sono assolutamente contraria, anzi, io per prima ne faccio uso. Il telefono è, certamente, molto utile e ritengo che anche i social network siano ottimi strumenti da adoperare, soprattutto per chi, come me, avendo a che fare principalmente con le immagini, desideri far conoscere il proprio lavoro a un pubblico più vasto. Ultimamente però, mi sto accorgendo che l’utilizzo eccessivo di tali mezzi di divulgazione può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Da un lato ci dà visibilità, ma dall’altro può portarci via, “rubarci”, tempo prezioso che potremmo dedicare ad altro.
La figura dell’influencer spopola, è ormai divenuta una moda e chiunque possieda un account, su qualsiasi piattaforma social, sente il bisogno di raccontare qualcosa – qualunque cosa – a volte, proponendo anche contenuti che sfiorano la banalità, pur di ottenere la tanto ambita visibilità. Perché oggigiorno abbiamo bisogno dei “like” per sentirci visti, accettati, riconosciuti? Questa smania di esserci, di essere “qualcuno” dove ci sta portando? In questo periodo storico si parla tanto di presenza, di vivere nel qui-e-ora, ma cosa significa realmente tutto ciò?
Queste sono alcune delle domande che mi sono posta ultimamente, semplici spunti di riflessione che propongo anche a voi.
Per quanto mi riguarda mi sono accorta che questo mio ritorno alla realtà più tangibile mi ha riservato molte gradite sorprese. Più mi sono ritirata dal mondo virtuale, concentrando l’energia sul presente, più la mia vita si è magicamente trasformata, regalandomi esperienze preziose vissute in semplicità e condivisione. Nuovi incontri, ritorni inaspettati, arricchenti scambi e momenti di estrema leggerezza con persone in carne ed ossa, hanno caratterizzato il mio cammino in questi ultimi mesi. Che dire?
“LA VITA TI NASCONDE TESORI FINO A CHE NON INIZI IL TUO VIAGGIO E NON ESCI A CERCARLI” (Bert Hellinger)
Sempre grata e con infinita gioia vi aspetto in studio su appuntamento!
Silvia
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