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Movimento Neo-Relazionista

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'Uno sguardo fuori dal tempo' di Silvia Pisani

La raccolta di opere presentate nell’ambito della mostra “Uno sguardo fuori dal tempo” si propone di sollecitare, in chi le osserva, spunti di riflessione su verità intrinseche riguardo la vita, l’uomo e il periodo storico in cui stiamo vivendo.
Nell'allestimento si svela, nel susseguirsi delle tele, l'evoluzione dell’itinerario di crescita e cambiamento che ho affrontato negli ultimi anni, non solo come artista. Gli studi intrapresi e l’esperienza personale, unitamente all’incontro con lo scultore Maurizio Luerti, mi hanno spinto a redigere con lui il Manifesto Neo-relazionista, una carta di valori che riassume i concetti principali sui quali si fondano il nostro stile di vita e la nostra espressione creativa. Dalla ricerca neo-relazionista e dalla sperimentazione diretta delle vibrazioni di colori e simboli come mezzi di trasformazione, è nata anche la KromoDynamicTecnique (KDT®), un percorso di auto-conoscenza finalizzato al benessere dell’individuo, che è la trasposizione di alcuni valori dello stesso Manifesto nella realtà quotidiana.

Dipingere è per me esprimere il mio stato interiore, comunicare ciò che sento, sono e divengo, tramite un processo alchemico continuo, spinto da un desiderio profondo di autenticità ed equilibrio. I contenuti dei miei lavori, che siano di matrice figurativa o astratta, pongono le loro basi su alcuni concetti fondamentali. Il principale è l’olismo, termine che deriva dal greco “olòs” e che significa totalità. Esso riassume in sé l’intera realtà dell’esistenza. Secondo la visione olistica, qualunque forma di vita è interconnessa, ogni cosa è quindi in relazione con tutto ciò che esiste; riferito all’essere umano, olòs significa l’uomo visto in tutto il suo insieme. La relazione è dunque la condizione indispensabile per esistere e comporta uno scambio di energia che crea a sua volta un movimento. Il moto, inteso sia nel significato cinetico sia in quello del mutare e trasformarsi, è quindi fondamentale per esprimere la provvisorietà di ogni cosa.

Le mie tele rappresentano energie in divenire, generanti universi soggettivi, al cui interno ognuno può proiettarsi e percepire la propria visione della realtà, in base alla risonanza che si viene a creare con l’opera. Lo studio della figura umana, intesa come forma di energia in relazione con ciò che la circonda e la compenetra, è il punto di partenza. In alcune fasi del mio lavoro la forma va dissolvendosi, lasciando spazio a momenti di astrazione, per poi ritornare a essere protagonista in modo inedito. Negli ultimi anni, la figurazione è stata integrata con segni e immagini derivanti da una ricerca simbolica nel mondo degli archetipi, che va ad attingere a fonti inconsce; nei quadri ne traspongo sulla tela i temi emozionali e intuitivi. I simboli che talvolta inserisco nelle mie opere rientrano, infatti, in quei contenuti primordiali presenti, secondo la psicologia analitica di C.G.Jung, nell’inconscio collettivo e anche in quell’Universo interpretato e considerato dalla neurologia come la proiezione del nostro mondo interiore. Quello del simbolo è il linguaggio universale spesso utilizzato, nel corso dei secoli, da artisti di ogni tradizione e tendenza, per mettere in comunicazione, e in equilibrio, spirito e materia. “Dio geometrizza”, sosteneva Pitagora, definendo con il nome di “geometria sacra” la scienza che insegna a costruire i giusti rapporti in base a un ordine armonico. Per simbolo si intende ciò che riflette la vita dentro la forma e che si modella nel momento in cui un’energia prende contatto con una sostanza materiale.
Durante la lavorazione delle mie opere aggiungo al colore alcune sostanze “informate di luce”, cioè ad alta vibrazione energetica, che possono essere a base di erbe, cristalli, gemme o altro; le vibrazioni di tali sostanze, unite a quelle del colore, vanno a interagire con l’osservatore, creando una relazione unica con l’opera. Infatti, secondo alcune leggi universali riscoperte nell’ultimo secolo anche dalla fisica, nell’atto di osservare e attraverso l’interazione con determinate vibrazioni energetiche si attiva nell’individuo un processo di risveglio emozionale, che gli permette, volendolo, di esplorare una “realtà riservata” spesso sconosciuta. L’accesso a questo luogo intimo è fonte di autentica saggezza e di immensa forza.
“Uno sguardo fuori dal tempo” è uno sguardo rivolto dentro di noi, in uno stato di quiete e di silenzio dove il tempo non esiste. Ognuno è in grado di sentire in sé una verità profonda, unica e personale, di vivere interiormente un dialogo diretto con se stesso e con l’arte, creando una relazione di scambio senza eguali, che può generare interessanti trasformazioni.

In quest’epoca di decadenza e di perdita di valori, in cui è in atto un veloce cambiamento, è necessario per me cercare di trasmettere un messaggio di apertura, un segnale forte di possibilità e di opportunità di miglioramento, che aiuti le persone a vedere, malgrado l’apparenza, una via d’uscita dalle difficoltà che accomunano tutti. Indagando all’interno della propria “realtà riservata”, ogni individuo può riuscire a scoprire le proprie risorse e contribuire, con le proprie attitudini, a questo importante momento di trasformazione.

"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo" (Gandhi)

Silvia Pisani, Settembre 2012