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Movimento Neo-Relazionista

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Introduzione a 'La Danza della Vita' di Concetta Leto

'In piedi davanti al mare
meravigliato della propria meraviglia: io
un universo di atomi
un atomo nell'universo'

Richard Feynman


L'uomo è 'atomo con la coscienza', microcosmo attraversato dall'infinito e dall'eterno, 'materia con curiosità', capace di andare oltre se stesso. E' ciò che si percepisce guardando le opere di Silvia Pisani. La forza espressiva dei colori e dei segni catalizzano l'osservatore e lo costringono a prendere contatto immediatamente con la sua condizione precaria e frantumata in un tempo e in uno spazio sempre più inafferrabili. La materia pittorica si fa metafora della dimensione complessa dell'essere umano che vive l'incertezza, incontra l'imprevisto, vede stravolti i paradigmi del conoscere ed è in balia dell'anomia sociale. L'artista, attraverso una controllata gradualità cromatica, crea movimenti pieni di ritmo che si associano alla ritmicità e velocità del nostro esistere, alla velocità di quanto ci circonda, ai movimenti che sono dentro e fuori di noi. E' per questo che le sue opere non lasciano indifferente l'osservatore. Esse toccano ciò che c'è di più profondo in noi: il nostro modo di essere, vivere, sentire, ragionare e conoscere. Ci permettono di non fermarci al simulacro, all'apparenza, alla finzione di quel mondo immaginario costruito dai media elettronici della società moderna in cui il nostro io, in modo più o meno cosciente, si confronta. Il formalismo astratto della pittrice, in realtà, esprime con realismo l'essenza del vivere umano, del nostro vivere sociale dove tutto muta rapidamente, si fa immediato e inconsistente.
La mano che traccia segni rapidi segue quell'impulso motorio che viene dal profondo dell'essere. L'artista scende a livelli profondi, al dinamismo psico-fisico che è principio vitale dell'individuo e dell'universo. La pittura evidenzia l'armonia tra l'uno e il tutto di cui la civiltà moderna ha fatto smarrire agli individui il senso e il valore. Il ritmo segnico sa creare profondità e luce traducendosi in una scrittura del vivere. La pittura si fa danza, si manifesta nella sua spettacolarità. Le immagini prodotte hanno senso cosmico, ci trasmettono il senso dell'universo visibile che l'artista ha in sé, catturano ciò che nella realtà è movimento: le vibrazioni della luce, dei suoni, delle onde del mare, di ogni battito di vita. L'elemento essenziale della ricerca visuale è il fattore cinetico dove le forme, come morfemi mentali, si producono con ritmo, associandosi e mutandosi. Le immagini sanno riportare l'individuo ad una condizione di immunità e libertà dalla situazione storico-sociale in cui vive restituendogli dignità esistenziale. La prestazione estetica della pittrice qui è al suo acme: giunge là dove l'esistenza individuale si dissolve nel 'tutto'. La vita è una ridda di atomi, dove nulla si crea né si distrugge ma dove nulla di ciò che è stato può non essere. L'opera è una miriade di segni colorati che si agitano sulla tela: ciascuno di essi è un momento vissuto, non pallida memoria di ciò che fu, ma sensazione interiore immediata. Non c'è il problema della forma poiché si segue il moto molecolare del tutto che diventa trascrizione immediata di uno stato sensorio e affettivo. Si avverte l'esigenza di esprimere il reale con sensazioni fortemente emotive, anche la scelta dei colori è complice di una comunicazione estetica che vuole toccare le corde più intime dell'anima umana per farla vibrare.